Discorso naturale di Ulisse Aldrovandi. Nel quale si tratta in generale del suo Museo, e delle fatiche da lui usate per raunare de varie parti del mondo, quasi in un Theatro di Natura tutte le cose sublunari, come piante, animali et altre cose minerali. Et parimente vi s' insegna come si de' venir nella certa et necessaria cognitione d'alcuni medicamenti incerti et dubbij, ad utilità grandissima non solo de' medici, ma d'ogni altro studioso. All'Ill.mo et Ecc.mo S.or Giacomo Boncompagni castellano di S. Angelo.
 

così / rustici come civili, li quali senza il ferro et ramo non si possono fare -li quali instrumenti di ramo di quanto utile siano nel cuocere li medicamenti, il vitto nostro, è noto ad ognuno per il quottidiano uso. Oltra di questo, non è chiaro che la cacciagione, l'uccellare, il pescare danno parte del vitto al huomo? Essendo che questi animali, o siano quadrupedi, o uccelli, si ammazzano con gl'instrumenti fatti di ferro -sì come ancora si vede nel mare col hamo di ferro pigliarsi molti pesci et con certe reti, a quali sono appese balle di piombo, per maggior commodità a prenderli. Se noi verremo a i vestimenti, o siano di lana, o di lino, o di penne, o peli, pelle e cuoio, come le potremo noi fare senza gl'instrumenti di ferro? Chiara cosa è che tondandosi la lana con le forfici et li artefici che fanno i panni, che tessono le tele, che fanno le scarpe et altre cose attinenti al vestito, come si potrebbero fare senza metallo! Se noi volessemo levare via dal mondo i metalli e la cognitione


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