Discorso naturale di Ulisse Aldrovandi. Nel quale si tratta in generale del suo Museo, e delle fatiche da lui usate per raunare de varie parti del mondo, quasi in un Theatro di Natura tutte le cose sublunari, come piante, animali et altre cose minerali. Et parimente vi s' insegna come si de' venir nella certa et necessaria cognitione d'alcuni medicamenti incerti et dubbij, ad utilità grandissima non solo de' medici, ma d'ogni altro studioso. All'Ill.mo et Ecc.mo S.or Giacomo Boncompagni castellano di S. Angelo.
 

tichi per li morbi composti per varii humori, / ne quali si ritrovano molti errori, sì come possono fare fede molti miei discepoli et quei che scrivono sotto le mie publiche lettioni. Et di questo ancora ne possono fare testimonio pieno gli clarissimi dottori dell'uno e dell'altro collegio nostro, a quali ho più volte demonstrato, essaminando hor questo antidoto, hor quello, et mostratoli con evidenti ragioni in quanti errori, cecità e tenebre siano oggidì gli medici per causa di questi composti non rettamente fatti, aggiongendo appresso a questo, per maggior confusione dell'arte, essere una gran' parte de speciali ignoranti, et che alcuna volta se ne ritrovano di quegli che appena san leggere, non che intendere la lingua latina (che rarissimi se ne trovano, a benché tutti la dovrebbero intendere), ma, che peggio è, ne pure hanno cognitione degli proprii strumenti che in quella si ricercano. Onde spesse volte aviene che non solo fanno errore nelle dosi, ponendo un oncia per una dramma, ma, quel che importa più, ben' spesso un' semplice per un' altro di contraria qualità. Si truovano molto più per l'universale essercitati gli spiciali in Fiandra, Boemia e Germania, che non sono in Italia. E' ben' vero ch'alcuni hoggi se ne ritrovano in Italia che sono molto bene essercitati et periti nella sua professione, intendendo benissimo gl'authori latini /


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