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ch'hanno scritto in questa materia, sì come ne conosco alcuni in Roma, in Bologna, Venetia, Padua, Napoli, Lucca, Fiorenza, Mantua, Verona, Trento. Volesse Iddio che per utile universale tutti fussero imitatori delle vestigia di questi pochi. O' quanto saria utile per l'universale che questi speciali che fanno il medicinale non vendessero cose vive da loro dette, come ogli, saponi, cere et mille altre cose impertinenti, come fanno gli nostri, ma il medicinale bisognaria fusse distinto dall'altre droghe, come s'usa in Germania, Boemia et Venetia. Se noi considerassimo di quanta importanza sia quest'arte, certamente noi cercaressemo con ogni nostro potere di farle riformare, sapendo di certo che ciascuno pone la vita sua, in qual stato o dignità si sia, in mano a spiciali, et, se per sorte saranno degl'ignoranti (come sono la maggior parte), saremo condotti immaturamente alla morte, per gli indebiti composti da loro fatti. Et, non di meno, non gli pensiamo et andiamo alla cieca, non ci curando di questo, ancorché questa impresa dovria essere de prencipi, a provedere per mezo de dotti a tanti errori e disordini -ma essi poco si curano, et questo nasce ancora perché non sono informati di ciò, che, sapendolo, forse le provederebbono per beneficio universale./
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