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perito usasse diligenza di / mandare alla corte del re Cattholico et a Roma tutte le piante, parte ne libri essiccate et parte depinte, con gli suoi proprii nomi et facultà, con l'esperientie già osservate, descritte da persone peritissime -et, di poi, simili cose mandate, bisognaria fussero molto ben' considerate et fattone il debito scrutinio da persone dotte in questa professione, elette da Sua Sanità.Non è dubbio che a questo modo facendo se verificariano non solo molte cose descritte dagl'antichi dubiose, ma d'infinite altre si ne verrebbe in cognitione che appresso di noi non si sanno, essendo che la diversità de siti et climati producono infinite varie cose, non potendosi vedere in pochi luoghi molte cose, come disse il Poeta:Cum non eadem ferat omnia tellus.Et quanto maggior copia di cose rarissime si trovarebbono ne novi paesi scoperti, incogniti all'antichi cosmografi et, soprattutto, in quei luoghi dove si ritrovano tali cose bisognaria molto bene indagare le varie esperienze usate da quelle genti, essendo che la medicina tutta habbia havuto la sua origine principale da varie esperienze fondate con ragioni.Et che sia vero che la medicina sia nata dall'esperientia si mostra perché ne tempi che non vi erano medici in Asia era una consuetudine tale fra greci che quando una persona facea qualche esperientia di medicina et guariva con quella era obligato a scriverla in una tavola et appenderla nel tempio de Diana, quale era in Epheso, perché in altra simil malathia ognuno che volesse potesse fare simil remedio. Parimente Hippocrate, per potere conseguire meglio la medicina per via di esperientia, da poi che fu uscito dall'academia di Athene, andò per diversi reami et provincie, cercando et addimandando a tutti gli huomini e donne quel che quelli sapeano della proprietà et vertù dell'herbe piante et l'esperientia che di quelle haveano vedute. Del che ogni cosa scrivea et raccomandava alla sua memoria. Appresso di questo, cercò Hippocrate, ancora con gran' diligenza, se vi erano alcuni altri libri delle cose di medicina scritti da altri philosophi antichi, et si dice che ne trovò alcuni scritti, ne quali e loro authori scriveano non già di niuna medicina che essi havessero fatto, ma di quelle che essi haveano veduto fare esperienza. Dodeci anni continui andò in questi travagli et peregrinationi Hippocrate -dopo quelli ritiròsi in Epheso, al tempio di Diana che ivi era, et in quel luogho tolse copia di tutte le tavole di medicina et esperienze che ivi erano di lunghi tempi, et ordinò quelle cose quali erano confuse, et vi aggiunse di molte altre ch'egli stesso havea ritrovato et altri che havea esperimentato.1 Questo philosopho Hippocrate è il principe di tutti e medici che furono al mondo, sì perché egli fu il primo che tolse la penna per scrivere et comporre ordinatamente l'arte della medicina, come anco perché si scrive di lui che mai prese errore in alcuno prognostico che dicesse, né in alcuna malathia che medicasse.
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