Discorso naturale di Ulisse Aldrovandi. Nel quale si tratta in generale del suo Museo, e delle fatiche da lui usate per raunare de varie parti del mondo, quasi in un Theatro di Natura tutte le cose sublunari, come piante, animali et altre cose minerali. Et parimente vi s' insegna come si de' venir nella certa et necessaria cognitione d'alcuni medicamenti incerti et dubbij, ad utilità grandissima non solo de' medici, ma d'ogni altro studioso. All'Ill.mo et Ecc.mo S.or Giacomo Boncompagni castellano di S. Angelo.
 

Et, per maggiore certezza et commodità, bisogneria fare istanza in quei luoghi peregrini di raccogliere al suo tempo debitoogni sorte de frutti e semi maturi che in Europa non nascono, accioché, portati in Spagna e Roma, per seminare nell'horto di Nostro Signore, cominciato dalla santa memoria di Pio V, et ne ha cura messere Michele Mercato, mio amicissimo, medico eccellentissimo e versato in tutte le belle lettere, a cui ho mandato molti semi per arricchire quel giardino regio, che, in vero, non potria fare la più egregia opera Nostro Signore che fare un' giardino degno e conveniente, all'altezza dell'animo suo, continuando quello et cerchando di farlo abelire di piante peregrine, sì come il re Filippo di Madrid, in Spagna, ne fa coltivare uno de straniere piante.Et a questo modo facendo e seminando, da poi, semi di tanto lontano paese portati, et per il culto et industria humana nati et prodotti da quelli le piante, et contemplare ogni minima parte di quelle, sì come, per essempio, cauli, fiori, foglie, frutti e loro radici, et senz'errore alcuno fargli depingere al vivo con suoi nativi colori. Quanta utilità apportino quest'horti publici a studiosi non fa bisogno provare essendo notissimo -quali sempre furono in gran' stima et precio, come fanno testimonio gl'horti Hesperidi et del re Alcinoo, et gl'horti in aria sospensi di Semiramis e di Ciro Minore, che il coltivò con le sue proprie mani. Et al tempo nostro l'util si vede manifesto nel horto nostro di Bologna, patavino et pisano et dell'ecc.mo signor duca di Ferrara, del qual n'ha / cura l'ecc.mo filosofo et medico messere Alfonso Pancia, mio amicissimo, et quello dell'ill.mo signor cardinale di Ferrara, in Roma, che tanto si deletta di questi nobili studii, governato dal reverendo padre fra' Evangelista da Gubbio, et ancora quello


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