1561-09-19 - Di Padova alli 19 de Settembre 1561.
 

Molto Magnifico et Eccellente Signor mio osservandissimo. Lodato sia il Signor Iddio che sono pur retornato in Europa sano et salvo (1), ma non già del tutto come vorei perciochè si son retornato sano in quanto al corpo, il che non è stato poco, son retornato più che amalato in quanto all'animo, et sogliono le malatie dell'animo, come sa V.E., non meno travaglio arreccare a noi mortali che le corporali passioni. Io era uscito d'Europa con animo, retornato che fussi, di far lite non a Plinio et Dioscoride ma a tutta l'antiquità insieme, havendomi proposto di trattare un argomento tale quale è quello di Plinio de Naturalis Historia, non volendo scriver cosa alcuna che non havessi veduto con gli propri occhi o da persone degne di fede inteso. Ma poichè ho fatto giattura di tutte le mie scritture, le quali vorrei mi costassero un occhio si rihavere si potessero, sono rimasto con le mani piene di vento et, quello che più mi dole, un bellissimo goffo, perciochè dove io credeva di fare beneficio alli viventi ho fatto maleficio a me medesimo et poco, anzi nullo beneficio ad alcuno. Chiamo maleficio la mestitia, rancore et cuordoglio che per la perdita fatta di miei libri continuamente dentro di me sento, sì come ancora poco beneficio delli viventi non poendo essi delle mie fatiche esser giovati. Né voglio che V.E. si persuada che io con la poca mia memoria (benché ella per sua cortesia grandissima la chiama) possa supplire alle migliagia delle osservationi fatte in questo viaggio, il che è tanto possibile appresso di me quanto è possibile che il Matthioli impari dir bene. Io ho veduto quanto egli si riscalda a far credere V.E. una sua coglionaria del Larice cavata tutta quanta, et poco manco che parola per parola, da Bellonio in libello de Coniferis arboribus, là dove parla del Larice; ma essendo V.E. a bastanza della verità informata, né volendo in ciò altro (1)


(1) nota: BUB, ms. 382, I, cc. 137r.-137v.; FANTUZZI 1774, pp. 222-224. Cfr. infatti la lettera dal Cairo, in data 9 giugno 1559, alle cc. 135r.-136r., pubblicata in FANTUZZI 1774, pp. 219-221.

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