1554-11-21 - Di Verona a li 21 Novembre 1554.
 

Eccellente signor dottor magior honorando salute

Avendo io avuto una vostra insieme cum una certa seme di mirto da me mai più veduta, certo mi è stata carissima et molto ve ringratio. Di poi ho inteso una nova cosa quanto a la dischordia fra voi et messer Aluise. Certo mi dispiace summamente, avaria pensato ogni altra cosa, ma basta, vi dico esser di natura di non reportar zanze né fiabe; io vi tengo obligo sempre et così a messer Aluise. Voria cum il proprio sangue potervi quietar fra voi, ma non posendo patientia. Basta quelo son bon per Vostra Eccellentia quela mi comandi. Delle cose che'l se abi portato, fino ora non ho visto cosa alcuna: quanto più presto me ne verà, farò areti del tuto. Vi ricordo a farmi racomandato al molto Eccellente messer Lucha Ginio vostro et mio patrone. Non so far cerimonie, me vi offerisco di quanto vaglio et posso in queste bande; prego la Vostra Eccellentia comandarmi che io vi son servitore.
Poi prego la Vostra Eccellentia avisarmi quelo teneti che sia il luserpilio; et cusì ve ne prego quanto più presto mi farete singular apiacer, et avendo copia della vera bachara fatemene parte de una sol folia. Indrizati a Venetia le vostre al mio messer Pietro Antonio Danzo a S.o Apostolo, che da lì avrò il tuto subito, et non falarà di niente. Et aspeto aviso di Vostra Eccellentia quando lo Eccellente Matioli averà cumpito la sua opera. So che non mi manehereti. Non altro, Cristo felice vi conservi. Avisati etiam quelo se ha tolto lì in Bologna per il folio qual entra in la diambra. Vale.
Di Verona a li 21 Novembre 1554.
Vostro fidel servitor Francesco Calzolari spicial a la Campana (1)


(1) nota: BUB, ms. 382, III, c. 31r.; CERMENATI 1908, pp. 100-101.

       Carta 31 a      

 

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