1557-02-13 - Di Verona, a li XIII Febrar 1557.
 

Molto Magnifico et Eccellente signor dottor salve etc.

Per non aver più a chi scrivere in Bologna, per eser morto il mio già come padre honorando lo Eccellente messer Lucha Ghino, forcia mi è tediar la Vostra Eccellentia cum pregar quela si degni aiutarmi et esermi favorevole come facesti anche in farmi pigliar amicitia cum messer Lucha. Hora vi prego avisarmi se vi è persona diletevole in la profesion de simplici, aciò mi possa socorer di qualche pianta rara, et cusì semi, et anche mi offerisso se di qua vaglio et posso su in tal cosa come in ogni altra esser prontissimo per amor di V.S. pregandola che la si degni comandarmi come suo bon servidore, et non lasar cusì extinguer la nostra amicicia. Però quela qualche volta si degni pigliar la penna in mano et dar aviso di qualche coseta al suo servitor in Verona, quale se vi offerisce in tuto et per tuto. Et aciò abiate a comandarmi et darmi aviso, prego quela che trovandosi qualche rara semenza o rara pianta, cusì secha come verde, la si voglia dignar farmene parte adesso che si prossima il tempo di seminar; et cusì avendo voi desiderio di qualche seme del Monte Baldo, dati aviso che sarò prontissimo servirvi. Già lo Eccellente messer Lucha mi promise al tempo farmi avere del polio verde, et dello Eupatorio di Mesue, et della bachara del Matioli: se V.E. sapesse in che modo satisfarmi a questo mio desiderio, molto lo desidero, et essendo quela intrichata in le sue leture, quela mi faci pigliar per mezo suo familiarità cum qualche persona onorata et diletevole, sia medico o spiciale, et ivi se ne debe trovar copia asai. Hora per non tediarvi non mi extenderò più in longo. Quela mi perdoni se usase prosuntione, lo facio a sicurtà; hora quela mi comandi a la libera che me li dono et offerischo per sempre. Cristo felice vi conservi. Di Verona, a li XIII Febrar 1557.

Vostro servitor amorevole
Francesco Calzolari spicial a la Campana.


Se per di là si potesse avere qualche pianta di opontia, o voliam dire figi de India, et cusì di aloe l'avaria a charo per uno mio gentilomo mio signor et patron amorevole. Et volendomi inviar qualche coseta, potreti indrizar in Venetia a la spiciaria della Pigna a messer Nicolò spicial che di ivi avarà subito in mie mane richapito (1)


(1) nota: BUB, ms. 382, III, c. 35r.; CERMENATI 1908, pp. 103-104.

       Carta 35 a      

 

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