1571-11-20 - Di Verona, ali 20 Novembre 1571.
 

Eccellentissimo mio signor honorandissimo

Non credo che dalli Ebrei mai fusse tanto desiderato il Messia quanto che è desiderato dal vostro fedelissimo Calzolari la vostra epistolla et aviso vostro del viaggio fatto dalla partenza che fece la Vostra Eccellentia da Verona, et desidero anche per avervi a inviare le cose vostre petrifficate lassatemi qui; anchora, che scrivese una mia a Mantoa a quel eccellente Borsato, però mai ho auto alcun suo aviso, et cusì suspeso me ne resto. Ben dirò a la Vostra Eccellentia come avisai al signor Mathiolli la vostra venuta qui, che, per Dio, Sua Eccellentia mi ha scrito che vorebe esser stato qua a vederla et goderla più presto che aver auto cento doble spagnolle; et Sua Eccellentia mi prega cum una sua che faci alla Vostra Eccellentia le sue calde racomandacioni sì come ho fatto per Vostra Signoria a lui. Ma vi giuro ben, per quel Dio che mel lassa scrivere, che dacché vi partisti di qui mai mai mi sete usito dalla mente né da l'animo, et se non avessi il cargo della familia et della mia spiciaria saria forza venir a star a Bologna un anno per cavarmi la voglia di godervi; ma patientia. Almeno che terminamo star un'estate 15 zorni qui cum il signor Matiolli su questi monti a solazo, sì come però abiam fato anchora; parmi poi morire contento. (1)


(1) nota: BUB, ms. 382, III, cc. 54r.-55r.; CERMENATI 1908, pp. 121-122.

       Carta 54 a       54 b 55 a     Vai a:  

 

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