1572-09-30 - Di Verona, ali 30 Settembre '72.
 

Eccellentissimo et Illustrissimo Signor dottor mio Signor honorandissimo

La si maraviglierà forsi del mio tanto tardar a darli raguaglio di me, et io le dirò come mi ho admirato di lei che la tardi tanto avisarmi, esendo io stato in continua expetazione della oppera sua del suo viaggio che zà fece da Bologna qua, et di qua a Padoa, a Venetia, sì come la mi promisse di dar alla stampa, cosa che sopra ogni altra cosa desiderava et expetava cum grandissimo desiderio, ma credo forsi la sia occupatissimo et certo l'ho per iscusato. Ma li dirò che io son stato forte travagliato sì per la morte del nostro Eccellentissimo signor Montesorro, come poi et fino hora anchora per la malatia di mio padre et madre che mi dà non poco da travagliar et tol di ogni proposito. Io però ogni trato facio scelta di qualche coseta per lei, né li sono per manchare a mi sempre più desideroxo servirla et farli ogni servitio purché la mi comandi, et cusì la prego far senza rispeto. Et un zorno li inviarò di molte cosete belle, ma fratanto la seguiti il dar fine a quella sua opereta del viaggio suo, et cusì intorno a quel dracone che fu catato sì come vi avisasti per il nostro padre frate Marcho Bassano.
Desidero che mi fate raccomandato a l'Eccellente signor Marcantonio vostro et messer Ipolito Dalla Serena di Mantoa, esendo costì al studiar che mai ho sentito di lui. (1)


(1) nota: BUB, ms. 382, III, cc. 69r.-69v.; CERMENATI 1908, pp. 132-133.

       Carta 69 a       69 b 69 b     Vai a:  

 

Indietro