1559-04-25 - Alli 25 Aprile del '59
 

Eccelentissimo Signor mio

Mando a V.S. in un scatolino tre mostre. Una de il Tulipan gialdo sanza la cipola perché tutte le cipole di essi son una cosa istessa, et se bene variano nel colore del fiore però son tutti in una forma et gusto; et per mia oppinione son quel istesso che è il vostro da Bologna, se non che il vostro fa le foglie più strete et più lunghe et il fiore ha miglior odore, ma questo advien per la diversità della reggion; et se ne havesti di cipole che fusse vecchie le harei agrate, come me scriveti. Vi mando uno rameto che penso sia spetie di Thymelea, ma però vi pregho datemi aviso della vostra oppinione, et medesimamente di quella altra con foglie, dirò di apio abenché diversa, con ombrella et semi vi pregho datemi aviso quello che di essa ne iudicate. Io già rezepi da V.S. in una scatola il tutto et molto mi fu agrato. Il mirto vero è che dubito non si muoia. Degli aglii io ne havevo havuti da Costantinopoli et stevo in mandarne a Vostra Eccellenza. Insieme rezepi una radiceta di anemone azuro et vorei che V.S. mi dicesse la raggione perché lo tiene che il sia anemone et non ranoncolo; imperò lo è del tutto simile ecceto nel color del fior a quel ranoncolo della istessa forma tenuto per ranoncolo, et quando V.S. ne potrà havere in qualche quantità l’harò agrato, et mandami le radicete sanza l’herba perché mandarano poi et sera più sicuro. Apresso Vostra Eccellenza si racorderà della promessa di quel arbore simile al popolo nero che molto il desio et di semi ancora; V.S. mi darà aviso quanto ci viene grande, di dunde son sua origine, et si si mantiene sempre verde. Et perdonatimi se vi dò di tanti impazzi, ma conoscendola non manco amorevole che inteligente et essendo molto desideroso di questo sapere, perciò la si contenterà di lassiarsi molestare rendendomi il concambio in altra guisa. Nel resto io aspetterò secondo le sue larghe et amorevoli promesse, non mancando anchora io di tutto quello che di novo mi parerà capitandomi alle mani di fare che V.S. havrà le mostre sue, offerendomi sempre in ogni occasione. Et se V.S. scrivendo al magnifico Cavali li dirà una parolina, ch’il non mi vogli mancare alla promessa; et serà cosa buona, perché quel marchio del Phalopio che son di lì mandarà di cose rare al Phalopio, et sua magnificencia potrebbe pigliarne sempre parte per noi.

Alli 25 Aprile del '59

Di Vostra Eccelenza Servitore
Pietro Antonio Michiel (1)


(1) nota: BUB, ms. 382, I, c. 181r.; DE TONI 1908, pp. 47-48.

       Carta 181 r      

 

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